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Stretti sul sedile,
abbracciati, allacciati,
tu alla guida, mani ferree,
livide nel freddo, mani certe,
mani come regole,
andavamo fino al porto;
da là non si scendeva più giù,
più in là c’era solo il mare
e i muggini neri
come topi
e forse sotto le ancore,
l’ombra del riflesso del mio sorriso
dietro la nuca bionda,
e dei tuoi denti
grandi e rotti e bianchi.

forse

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Se non trovo le parole
è perché sono vuoto.
Nulla a che vedere con voi.

Ho dipinto il viso
ho schiarito i capelli
ho abbracciato il didietro
di questa estate;

al tempo che passa, dio mio,
lascio il passo, scusate il gioco
ed il suono ed il basso,
ma di più non so dirvi

neanche stasera
che la terra nasconde la luna
e la luna sorride, straniera.