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Pentìti senza nettàre

dall’alveare un sibilo
si estende verso noi.

Brusio il se, il come, e il quando,
e il forse che abbracciammo.

Ronzio dall’eco immobile
sotto la mano ingenua.

Chi tieni nel tuo palmo
un dì ti schiaccerà.

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Se non trovo le parole
è perché sono vuoto.
Nulla a che vedere con voi.

Ho dipinto il viso
ho schiarito i capelli
ho abbracciato il didietro
di questa estate;

al tempo che passa, dio mio,
lascio il passo, scusate il gioco
ed il suono ed il basso,
ma di più non so dirvi

neanche stasera
che la terra nasconde la luna
e la luna sorride, straniera.