Son morto, ma ho fatto testamento. Ho lasciato tutto ad Enza, vecchi posts e nuovi, le poesie tradotte di Ghawar, le mie ambizioni, le chiavi di casa e anche i link che poverini hanno bisogno di una ciotola di latte ogni giorno. Son morto, dicevo, senza la o finale. Sono in lutto per me stesso ma anche sollevato, liberato, forse libero.

Mario Rossi,

Roma, Dicembre 2008.

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