da
quando
è partito
una quiete dolce, un sonno.

mi sembra d’aver capito
in un secondo,
un attimo senza numeri,
il senso che sfuggiva.
I battiti
uno ad uno
rallentano,
seguono il vecchio respiro.

pezzi scollati,
bocconi aspri
di questo vetro
colorato.
Mastichiamo.

forse,
anche se,
non si parlava da tanto
quel poco, l’infanzia,
basta,
per un saluto.

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