Quando è tornato il capitano Nero ci aspettavamo la tragedia.

Sono morti tutti. Tutti, a parte lui. Per quel fatto dell’immunità. Eravamo devastati dal dolore. Una comunità in lutto. Il Presidente ha convocato un’assemblea. Stavamo nel Grosso Buco, una folla assiepata sulle pareti, nel soffitto. C’era chi piangeva. C’era chi urlava. Poi ha parlato il Presidente:
– Oggi è un giorno di lutto. Oggi piangiamo i nostri cari. Oggi riflettiamo. Ma domani sarà diverso, domani cambierà tutto, domani sarà il giorno della svolta, il grande giorno in cui ci ribelleremo. E nessuno potrà più fermarci. Nessuno più. Abbiamo messo a punto l’Arma. Abbiamo finalmente una risposta. Abbiamo qui, oggi, IL CAMBIAMENTO.
Eravamo muti, qualcuno strofinava le zampe, qualcuno era commosso. Poi, dai meandri del Grande Buco è uscito LUI.
Un’ovazione l’ha accolto, uno stridio che cresceva fino a fischiare.

 

– Cazzo è?
– Dormi, amore.
– Ma lo senti?
– Cosa?
– Questo fischio?
– Sei stressata, amore. Dormi.
– Io lo sento…
– Dormi.

 

LUI è come il capitano Nero. Fa parte della sua prole, è anche lui modificato, ma meglio. É grosso tre volte più di noi, si mette in piedi ed ha ali abbastanza robuste da volare per ore. LUI ci salverà. Il Presidente ha detto che ne stanno preparando altri e che fra poco avremo un esercito, un’intera squadra di Blatte Gigantis Modificatae che si prenderanno cura di noi povere planetarie e di quelle schifose delle campagnole, quelle stronze nere, che non hanno ali e sono lente come fossero vecchie. Dobbiamo procurare più ftalati. Non ci vuole poi molto. Gli umani adorano i detersivi e tutto quel che serve a pulire, nettare, disinfettare. Non amano neanche il loro odore. Non amano le loro secrezioni ed usano l’acqua come ce ne fosse da vendere. Oddio non tutti. Quando arrivò il contingente dalla nave straniera ci raccontarono di un mondo dove le blatte sono ben trattate, e dove l’acqua scarseggia. E il capitano Nero dice che alcuni umani ci mangiano. Comunque, adesso dobbiamo lavorare, andiamo in settanta e ci prendiamo quello che vogliamo, tutto quello che ci serve.

 

– amore?
– si?
– dove hai messo il Pulizioso?
– non l’ho toccato.
– ma qui non c’è, in bagno neanche.
– ti sarai dimenticata di comprarlo.
– cazzate, amore, c’era ieri.
– amore, cazzate lo dici a tua sorella. Se non c’è, non c’è.
– mia sorella non c’entra amore.
– era per dire.
– amore?
– eh?
– scendi a prendermi il Pulizioso?
– E che cacchio amore, sono stanco.
– per favore…
– vado.

 

Abbiamo tutto quel che serve. Stanno crescendo. Si stanno evolvendo. Sono quasi pronte.

 

– AAAAHHHHH!!!!
– Amore?
– AAAAHHHHHHH!
– Amore ma che cazz… AAAAHHHH! CHE CAZZO SONO?
– Non lo so! Chiudi chiudi la porta. Aiutami amore, aiutami, si mettiamolo davanti.
– Chiamo la disinfestazione?
– Ma le hai viste? Io chiamo i vigili del fuoco.
– Hai ragione, amore. Corri. Resto di guardia col portone aperto.
(AAAHHH…. AAAAAHHH… urla da tutto il palazzo)
– le avete anche voi?
– si.
– hanno morso mio marito!
– che cosa?
– l’hanno morso, l’hanno morso, ho chiamato l’ambulanza.
– ma che cazzo…
– Ehi, voi! Il figlio dei Saline è stato morso da una di quelle blatte. Dicono che stia morendo…
– CHE?
– …
– Dobbiamo fuggire. Amore andiamo via.
– Arrivo, tienimi stretta, ti prego. Ho paura.
– Anch’io.
– Ragazzi, dove cazzo andate? Barricatevi in casa, in strada non è possibile andare.
– perché? Che succ…
– Non si può camminare.
– Ho chiamato la polizia…
– ne stanno parlando in TV!!!
– “… il ministro dell’Interno ha decretato lo stato di massima allerta…”
– “… salgono a ventisei le vittime delle Blatte Giganti…”
– “… vomito, convulsioni, coma, fino alla morte…”
– amore?
– dimmi…
– lo senti?
– cos…? …si, amore lo sento. Il fischio.
– quel fischio.
– amore, non piangere.

 

Abbiamo urlato di gioia, tutte insieme, tutte.

Annunci