– Rosa?
– si?
– hai pulito i bagni?
– si.
– come?
– col detersivo.
– ah ah rosa. Ah ah.
– …
– Non ridi?
– non so, non capisco.
– Io rido. Ti pago per pulire, non per girovagare per casa.
– si, lo so.
– No che no lo sai, rosa.
– non lo so.
– non mi prendere in giro, rosa.
– no.
– voglio i bagni splendenti, rosa, hai capito? Devono splendere. Non so se qualcosa splende al tuo paese, ma al mio, i bagni devono…
– splendere.
– brava rosa.
– ecco, visto che ci siamo… questa settimana mi paga?
– Rosa!
– vado, vado.

– Rosa?
– si?
– i soldi.
– grazie.
– ti ho trattenuto le ore che in cui non fai nulla.
– ah.
– si, beh, no pagare per quando tu grattare i coglioni, rosa.
– ma…
– eh rosa, tu la sai lunga.
– si…
– ecco brava, vai ora… vai!
– vado…

– Rosa?
– si?
– lo specchio ha un alone.
– non è vero.
– Come ti permetti?
– ma perché non è vero.
– Rosa che cazzo devo fare con te? Me lo dici? Non sei una brava persona, non sei grata. Ma che devo fare? Ma che facevi al tuo paese?
– Insegnavo…
– Lo so, lo so, la so questa balla che insegnavi matematica. Ma che pensi che ci credo? Ma vammi a lavare lo specchio, va.
– si, vado.

– Rosa?
– si?
– d’ora in poi chiamami Franca davanti alla gente, va bene?
– come? franca?
– FRANCA, non franca, e non tenere quegli occhi bassi da cane, va bene?
– va bene, franca.
– no hai capito, rosa. Non ora. Quando c’è gente.
– C’è suo marito.
– quello non è gente. Quello è il padrone.
– …
– ed io sono la padrona, in casa. Ma fuori sono la cara Franca. Va bene? Capito? Bene?
– bene.

– ROSA? ROSAAA?
– si, arrivo.
– devo chiederti una cosa.
– cosa?
– tu hai figli?
– si.
– ti mancano?
– si…
– ecco. Lo sapevo.
-…
– cerchi di fregarmi eh?
– no.
– allora come ti spieghi questo?
– sono i bambini…
– i bambini che disegnano te. I bambini che dicono che stanno con te. Te, non noi, Rosa.
– sono bambini tristi…
– fatti i cazzi tuoi, rosa e impara: qui i bambini non si corrompono.
– si.
– ed ora a lavorare. Lavorare.
– si.

– Rosa?
– …
– Rosa?
– …
– Rosa dove sei?
– …
– Rosa? Che fai, disgraziata? Rosa? Rosaaa? Aaah! Mio Dio! Ma che cos’è? Mio Dio, bambini. Che succede qui? Vi slego subito. Che succede? Chi vi ha messo a lavorare? Rosa?
– era un gioco, mamma.
– dov’è? Dov’è? Lo sapete?
– …
– sapete dov’è? bambini!
– …Rosa è partita. Dice che ora puliamo noi la nostra merda…
– BAMBINI!!
– …E dice che puoi metterti i soldi, uno ad uno su per il culo…
– Mio Dio, bambini miei!!! Mio Dio!! Basta…
-… e che quando può torna a prenderci.
– CHE?
– Speriamo! Mamma, speriamo. Ora vai via che dobbiamo pulire, o non torna più.

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