barche di carta, lunghe sugli angoli,
questi i sorrisi lasciati cadere al vento
dell’ingiusto tempo, al freddo dell’udito amare.
Non regnerai ancora, paura
o controllo, non salterò d’un passo l’ostacolo,
né il mi terrò sul ferro, sul filo, davanti l’abisso,
ma credo, e per quanto labile il verbo giunga, ascoltami,
e voglio, ché m’aspettano sette anni nel limo
di una vita che gorgoglia d’aria stanca,
e spero, denti di lame aguzze e ciglia dure.

max ernst forest dove

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