Ho sentito Cionf, ed ho pensato ecco cazzo, c’è davvero. Come chi? Il coccodrillo nella fogna. Che non sapete nulla di leggende metropolitane? Che fate, vivete in una comune? No, era una pantegana, cazzo. Mi son grattato la coscia come se ce l’avessi attaccata ai calzoni, la bastarda. Ma che fanno si tuffano? Si, probabilmente c’è tutta una città tipo giù per il tubo, ma all’italiana, con i topoloni parlamentari, le tope fighe, e i toponi che si lavora, si lavora, si lavora. Ed io ho visto un attimo dei mondiali di nuoto, tuffo dall’asfalto su fogna senza griglia. Coefficiente massimo, visto che se ti beccano gli umani col cacchio che torni, a meno che l’umano non sia io. Mario dè Marii, ebete pulitore di bagni in un ristorante alla moda, spiaggiato sulla tesi, in perenne ricerca di se stesso, anche se trovo sempre occupato. Il brutto del Cionf è che ti resta dentro come una foto, ti segue come se fosse stato immagazzinato in un ipod personalissimo, file dal bitrate altissimo, cinque stellette e riproduzione random annientata dalla forza del ricordo. Che non mi mandi Down in Mexico dei The Coasters col balletto della Ferlito? Che ti costa, cervellino, caro (questo mi tocca lusingarmelo che se molla lui tanto vale spegnere le luci e salutare), perché mi si ripropone il Cionf ogni secondo? Perché l’immagine del carpiato della pantegana ( a proposito, non so di che nazionalità fosse, ma dai muscoli azzarderei una cinese) mi tormenta? Non ritornerò più normale, vero? Lo so, porca sfiga. Mi farò la barba e sentirò il cionf nel wc; pulirò per terra e sentirò il cionf nel lavabo della cucina. Mi alzerò la mattina e la mia gola dirà Cionf. Devo farmi resettare il file. C’era un tipo, si mi ricordo, l’avevo visto a C’era una volta, lo so che lo guardavamo in venti causa l’orario, la trasmissione che diventò praticamente la mia preferita, col BaffettoSenzaPaura ed il mondo, quello vero che ti guardava da un oblò, così nudo e crudo che cominciavi a capire quando tuo nonno si comumoveva per la guerra e tu pensavi è vecchio, vecchio un cazzo. Dicevo? C’era una volta, ecco, in una delle puntate che ho videoregistrato c’era un tipo che stava inventando la pillola per dimenticare e se trovassi la videocassetta vi potrei fare nome e cognomi, ma non la trovo perché sono tutte ultragrabate e le etichette segnano cose diverse e dovrei controllare ma non ne ho voglia. Ecco però io che dicevo ma no i ricordi non si toccano, vorrei rimuoverlo proprio questo viscido cionf. Mandarlo via e vivere, finalmente.

 

Aiuto! ah, no, era mio fratello che masticava.

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