correva l’anno diciannove della vita
ad eravamo dieci ceci sulla punta delle dita
venti semi da piantare nel giardino
trenta gocce iridescenti nel mattino
ai cinquanta trattenevi il respiro e
via per sessanta metri su slittino
di vecchi ferri e corti, troppo storti i tubi
che tenevano a settanta miglia orarie
ottanta ossa agguerrite contro il vento
novanta battiti di ciglia di spavento
cento nel mio corpo i punti
poi dei numeri non volli i vanti
iniziai a guardare e siamo giunti.

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