potrebbe andar peggio, ma complice l’autunno sono decespugliato dai miei pensieri che via via si anno sempre più scuri, arriverò alla notte del cervello e brinderemo insieme alla mio completo rincoglionimento. So che settembre mi fa sempre un effetto trucido: piove, le giornate si fanno corte nella misura in cui i calzini si allungano, le donne si coprono, Ghawar parte in vacanza in Nepal, io devo trovare il modo di lavorare fruttuosamente ed invece sono come una spugna, assorbo tutto: Ferrara che non sente caldo, Grillo e il qualunquismo, sarà qualunquismo, no o forse e se non lo sanno Eco e Scalari che cacchio volete che ne sappia io, Giacomo il Goffo  le sue menate medievali che mi sturano il cervello, la tabaccaia che tura e il bibliotecario col figlio che da misantropo mi è diventato un onesto e buonissimo padre di famiglia, gli amici che si sposano, le mamme paranoiche, gli omicidi seguiti dal papa in TV, Russell e Dennet, Voltolini e Wallace, i soldi che mancano, insomma tutto si concentra nell’autunno del mio scontento, ma c’è (e se c’è) una nota positiva, peccato non possa scriverla.

Comunque, come si dice, quando c’è la salute.

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