Che fosse per il cielo pesante, gravido e solenne, che fosse per il bimbo che le tormentava il ventre, o perché Giovanni se n’era andato, restava nella gola un nodo, un pugno soffocante che le addormentava la lingua. Nel cortile del condominio un bambino tirava la palla che rimbalzava in eco, un passo dalla vetrata di un appartamento. Non conosceva il bambino, tantomeno la famiglia. Un bambino qualsiasi, pensò. Quel che non avrai mai, rimbrottava una voce, quel che non sai, ripeteva per scoraggiarne la presenza. Giovanni non c’è. Un vuoto da montagne russe, su per lo stomaco. Non c’è. Sospirò mentre la palla fracassava il vetro. Che fosse per il silenzio che s’era creato, che fosse per i passi del bambino, tonfi bassi come tuoni, che fosse perché non aveva mangiato o parlato in tutto il giorno, che fosse per la pioggia che si teneva ancora stretta in grembo ai cumuli, ma le venne naturale scendere per le scale, dimenticando d’essere nuda. Sotto i piedi, nell’aria fresca del corridoio le parve di sentire un fiato, un soffio gentile che le carezzava il cuore, che le spezzava il respiro. Corse per le scale, via più allegra. Alla fine della rampa accorse qualcuno che vedendola si fermò. Si tenne il ventre d’istinto, la mano aperta sotto l’ombelico, la faccia contratta. Un fischio prolungato, come una riga tratta in quel momento composta di minuscoli fischi più piccoli le arrivo all’orecchio, entrò veloce, incontrò il timpano, fece vibrare la membrana con uno scossa e fuggì da dove era venuto: una bocca piccola, imbronciata, triste che chiuse le labbra avviluppando il suono negli alveoli del palato. Il respiro della bocca si fermò, gemendo, mentre la bocca si allargò, mostrando i denti. Il bambino fischiò ancora, veloce ed ammirò il suono infrangersi sul corpo nudo della donna nuda sulle scale. La ragazza del tipo antipatico. Terzo piano. Lei soffiò dell’aria di rimando, timida.
– non ha freddo?
La donna si scosse e fece cenno di si, velocemente.
– l’accompagno a casa?
Di nuovo un si, ma lento e solenne.
Salirono le scale. In casa il bambino si sedette sull’unica sedia rimasta.
– Deve andare via?
La donna fece cenno di no, per la prima volta. I suoi no erano tristi come quelli di una bambina. Non sta bene, pensò il bambino ed un poco di paura salì sul braccio. Un brivido che lei vide, verde e ruggente farsi largo nella peluria bionda, rizzando la pelle vicino i follicoli, uno ad uno.
Si guardarono, mentre la donna ormai vestita, disse:
– non lo dirò.
– neanch’io.
Sorrisero.

Annunci