Ci guardano male, parliamo un’altra lingua, siamo biondi e belli e loro sono scuri e brutti, a volte sono bassi come ragazzini, a volte sono grassi come palloni, a volte sono gentili, a volte sono come bestie, a volte ti dicono da dove vieni, a volte ti tirano per la maglietta, a volte ti urlano, a volte ti regalano qualcosa. Sono strani e sono ricchi. Ma dicono sempre che non hanno soldi. Hanno la pancia piena, e parlano di mangiare. Hanno i vestiti nuovi, ma entrano ed escono dai negozi. Ed hanno la moda, l’inflazione, il contratto e l’assicurazione. Hanno la faccia stupita di chi non conosce la guerra, di chi non conosce la fame, di chi ha visto la morte come nei film. Bianca e pulita, come una carezza. Hanno le auto e ci vanno soli. Hanno i bus ed ascoltano musica. Moltissima musica. Adorano chi canta, adorano chi recita. L’importante è fuggire. Lavorano che sembra un dovere, parlano che sembra un dovere e sorridono poco. Le loro donne hanno i seni grossi e le mani affilate. Loro guardano le altre donne e ridono quando qualcuno cade. Non sanno cos’è il coraggio ed aspettano che qualcuno dica qualcosa per accodarsi. Ci considerano avanzi ed erigono barriere. Hanno un Dio che comanda ed un Figlio che è morto per loro. Ma non seguono, interpretano. Anche i loro uomini di religione, grassi e tristi, dettano sui balconi come altri che adesso condannano. Perché di questo si nutrono: di paura. Gli piace pensare che non muoiono, gli piace chiedere a Dio di restare ancora e poi sprecano il tempo dietro denaro ed opinioni confezionate per proteggerlo. Sono una razza che ha paura, e che ama la paura. Ci hanno costruito casa. Ci abitano da tempo. E se gli vai a parlare di libertà ti mettono in galera.

Annunci