Calma, mi sono detto. Calma e sangue freddo, diceva mia madre. Ma nulla. Le gambe tremavano impazzite e il cuore, giurerei che il cuore ogni due battiti si fermava un secondo di troppo. Seguivo con la coda dell’occhio due teste che scomparivano dietro una porta. Sono solo. Cazzo, solo. Io e lui. Prima o poi la resa dei conti arriva.  Sentivo i suoi occhi leccarmi la faccia. Tutti i nodi vengono al pettine. Ho cercato di respirare col diaframma, allargavo la pancia e contraevo in quel che mi sembrava un’ora, il sole che tramontava, così muoiono i vigliacchi, così di questa vita non hai capito nulla. Sei nulla. Reagisci e basta. Mi basta un gesto. Mi basta un fischio. Gli basta l’autorità. Se poi è di quelli che sono nati stronzi allora fanculo, è finita lo stesso. Mezzogiorno di fuoco in piazza. Fermi l’uno contro l’altro, si studiano. Il sole tramonta, i suoi, i miei denti digrignano. Io però la bava me la so tenere in bocca. Un fischio. Eccolo, arriva, lo sapevo, non c’è nessuno che non abbia debiti da saldare. Va via veloce ed io crollo sulle ginocchia.

Questa fobia dei cani mi logora.

Annunci