datemi un’occasione e vi farò re e regine
del secolare braccio del consumo
datemi una nota e suonerò un inno
che plachi la fame del giovane
e lasciate che speculare sia all’uomo
questo canto
che resti sui piedi l’anelito di terra
e sulle mani l’odore di una guerra
silenziosa
datemi un occhio e vi renderò
una guancia pur senza porgerla;
sbiaditi nel sole questi mesi d’africo
vento che stolto svuota, che affannoso
scorcia l’orlo di stasera.

Ferro e fuoco spenti
miserie sfumate in vino
sotto l’ascella di dio.

hine boy

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