da piccolo giocavo ai lego. Non playmobil. Chi ha amato i lego sa l’odio che si prova per quei grossi, ridicoli, fantocci sbozzati e non funzionali. Un castello playmobil non potevi farlo diventare una palazzina. Erano blocchi senza fantasia che potevano fare solo il castello. Sai il divertimento. I lego no. I lego erano tutto, compreso l’aereo. Promiscui mattoncini che tenevo nei fustini del detersivo e che vomitavo su un tappeto di mucca (credo) polveroso, senza alcuna voglia di riordinare. Era il caos del costruire per distruggere. Era il divenire. Insomma dopo un’infanzia di lego, come cacchio si fa ad essere diventato un maledetto playmobil? Che ho sbagliato? Mi ritrovo adulto, grosso, fantoccio e pure sbozzato. Che ne ho fatto di quel divenire? L’approccio creativo dov’è scappato? Perchè riesco ad essere castello e basta? Io ci divento scemo a pensarci. Non sono un mattoncino multifunzione, sono un rigido braccia piegate senza neanche la possibilità di cambiare capelli. E pure ci provo. Ho provato con un’altra personalità, e che diavolo, mi sono inventato altro ed ero più noioso di prima. Quello che mi disturba è che se c’è da risolvere un problema sono banale che mi schifo da solo e me lo dico, ma tranquillamente, tipo: ma guarda tu che ideona, bravissimo. Così sarcasticamente che mi schifa anche il tono balordo inutile e da film americano di serie V, come vendetta che reclama il fan di lego dentro di me. Creativi, bisogna essere creativi. C’è gente che gli capita una digrazia e la chiama occasione. Io no, io sto qui a guardare la tv e a sbranare il cd del teatro deglo orrori e quando arrivo al turbamento della gelosia mi chiedo ma a me che mi manca che non so fare qualcosa che mi soddisfi? Ci provo ma più in là non arrivo. Resto funzionale solo ad una cosa. Frustrante la mediocrità piccola ed esibita. Ma con qualcuno mi devo pur sfogare.
I lego comunque gli abbandonai. In favore dei libri, credo.
Per questo non si tromba, troppe parole pochi fatti.

 

questo post è un playmobil di merda.

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