di un sasso bianco, nella notte
ne ho tratto fattezze di colle
ne ho respirato l’aria malsana
la vita corta per svegliarmi
sotto la tua ombra.
Io che non ero io
che non mi trovavo
che amavo adornarmi di
parole,
sono fiume che scivola
sono valle che accoglie
sono mano che stringe
le vostre

di un monte, alla luce
di un giorno senza déi
ne ho tratto fattezze di pietra
dormendo sul braccio di statera
senza che pendesse
che allungasse un’ombra
sui passi,
io che non mi trovavo
perché non ero io
in un soffio di voce
ho piegato la creta.

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