“Tu hai il mio cuore, non staremo mai separati, forse nei giornali, ma tu rimarrai la mia stella, tesoro, perchè nel buio non puoi vedere le macchine luccicare ed ecco quando hai bisogno di me, con te dividerò tutto, perchè quando il solle brilla, brilliamo insieme ho detto che sarò sempre un tuo amica, ho fatto un giuramento che manterrò fino alla fine, adesso che piove più che mai so che continueremo ad averci, puoi stare sotto il mio ombrello ello ello eh eh”

Da qui in poi è tutto un invito a stare pure sotto il suo ombrello. Gioco facile, direte voi, alzare il mignolo e denigrare l’ultimo tormentone. Sbagliato. Questa barbadoregna di diciannove anni alta un metro e ottanta mi piace. Mi piace anche la canzonetta dal giro di basso angosciante. Perchè no? Ma che una bella ragazza inviti a stare sotto un ombrello durante l’estate mi fa pensare che: o i discografici stanno tutti a Seattle o a Londra, o si è toccato il rincoglionimento. Che è questa storia dell’ombrello? Io sotto l’ombrello quando piove non ci voglio nessuno perchè ogni volta per coprire l’altro mi bagno io, oppure mi becco quei goccioloni che pendono minacciosamente come nappe finché non individuano il lembo di pelle nuda tra nuca e colletto della giacca. Dunque tu puoi stare fuori dal mio ombrello, non fa niente se ti bagni, anche quello è amore. Se no al prossimo senegalese te ne compro uno. Hanno i migliori. Le macchine luccicanti non so bene a cosa si riferisca, l’altra strofa (che non ho postato) non lo spiega. Sarà che son bagnate e brillano. Sarà che ci sono macchine nuove in giro. Ma insomma, com’è che lui non vede le macchine? Qui ci sono grossi problemi di miopia. Te credo che lei urla EH EH come se stesse chiamando il gregge dalla collina. Lui non ci vede. E per di più piove. Dunque è tutta una rassicurazione, sei cieco ti accompagno io. Lo sapevo. Le donne si mettono con noi uomini anche per pietà.

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