alla lotteria del settantasette
(come trarre il dado da un anno)
mancava un numero, ma nessuno
per non disturbare le piazze
disse nulla, e vinsi un pacco
di lamentele fresche, due opinioni
di seconda mano e le spalle
dei giganti su cui ancora m’arrampico.
Il numero assente, su una tessera
rosa come i bottoni di una donna
l’ho trovato stamane, quando
cercando notizie su te
dietro l’orecchio, vicino il lobo
si è aperta una botola
e mi si è posato sull’indice
tutto il panico che la tv elude
il respiro che la città ignora
la presunzione di non morire
la certezza dell’unico trenta.

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