Ditemi quel che volete, ma per me non c’è nulla di più eccitante di una donna incazzata. Meglio se le devono venire le sue cose, o come le chiamano tra loro “viene zio” o “il palloncino tutto rosso” o robe del genere. Che poi è strano a pensarci. Sanguinano e non muoiono. Una razza superiore a tutti gli effetti. Comunque, le donne arrabbiate, ma più del genere esasperate mi vanno da morire. Mi ritrovo a dire frasi idiote mentre queste in cinque minuti mi analizzano spietatamente la situazione, senza tralasciare nulla, esaminando la punteggiatura di frasi che non ricordo di avere mai pronunciato (ma che sono mie, non c’è dubbio) fino a ritrovare se stesse nel lerciume della mia vita poverella. Arrivano a ricordare luoghi, date e promesse fatte nell’onda di un sentimentalismo che raramente il testosterone concede. Scandagliano con un faretto agli infrarossi gli abissi del pensiero, ma senza capirne la logica ferrea e univoca. Colgono sfumature in monosillabi, desiderio in sguardi fugaci e sopratutto sono la cartina tornasole di come sto. Se metti caso, faccio involontariamente arrabbiare la ragazza che frequento vuol dire che va tutto bene. Da Dio. Mi sento bene, a lavoro sono veloce ed acuto, gli amici mi cagano, non sento la pelle stringermi addosso, anzi ci sto proprio bene, un guanto. Se lei è tranquilla, ma proprio serena che Gandhi al confronto era uno aggressivo, allora mi preoccupo. Innanzitutto io preferisco il conflitto. Fa parte di una personalità senza autostima. Noi dal carattere anale spiccato, che trattenevamo le feci da piccoli e che siamo ordinati, metodici e tirchiazzi preferiamo scontrarci. Una vita tranquilla sembra precipiti nel nulla. Sembra mancare di quella situazione ad alta tensione che fa di una fiction un successo. Secondo, mi preoccupo perché mi sembra di esser diventato passivo. Insomma mi va bene che tutto fili dritto come su un binario, ma che lei sia un Eurostar ed io una littorina, no. Perché è tranquilla? Che ho fatto? Dove sono finito? Mi sto rimbambendo, mi dico. Non bisticciamo più. Lei troverà qualcuno che sicuramente ha molti più problemi di me e mi lascerà ed io soffrirò e non capiro mai dove sbaglio e non ci sarà nessuno che me lo faccia notare e così crescerò da solo e non capirò mai le connessioni dietro le cose e le sensazioni e la faccia di quello è strana e questo film di tre ore era proprio interessante perchè non aveva senso e ma non ti sembra che Fini sia strano (detto il giorno prima dello scandalo Sottile) e la tua panza pelosa è sexy e vedrai che vinciamo alle elezioni e la tua famiglia è un disastro perchè (…) la mia invece è fighissima e insomma, io di questo mondo qui che io non riesco a decifrare che me ne faccio da solo?
Allora mugugno una frase senza senso quando lei mi arriva imbronciata perchè “le fanno male i capelli” .
Lei s’incazza ed io ho un altro mese di felicità.

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