Finché la mano il bastone teneva
in gesto fermo di severa alterigia
pur nei nodi bianchi
di sangue fangoso, infido
plasma senza cura del padrone,
allora nel passo calava in
tonfi
(dottore)
pesanti
(dottore)

quell’arto disgustato di vita inerme
quel piede ribelle di vita esente
e al cenno per strada
mandava di piglio (ipocrita)
un saluto sprezzante.

Finché il bastone teneva le nocche
di ciocco, e lo schiocco
dell’anca scavata
(smeriglio d’età sciapa)
non giungeva al nervo
un elettrico impulso
in sinapsi limpide
come specchi d’altura
comandava l’avanti.

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