Avevi due sputi di formica
sul labbro superiore
Stesi sui pori la fatica
dell’insetto lavoratore
Avevi gli orecchini
che ti avevo regalato
In mano al gioielliere
non i soldi ma un reato
Brillavano di furto
di bassezza e di sfortuna
Ma gli sputi sulla pelle
ricordarono alla luna:

Che la sera è nostra
la giostra è rossa,
la fretta è corsa,
l’amore è un rostro
io sono un mostro
si, sono un ladro
ma parla piano,
Ma sai che strano
non l’avrei mai detto:
le formiche sputano.

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