Volevamo fare una rapina mica un picnic. Che ci vuole per una rapina? Le pistole, bravissimi, una macchina, certo… e? E qualcosa che ti nasconda il viso. Non dall’inizio. Hanno le telecamere anche qui, siamo mille abitanti ma non scemi. Te la metti dopo che sei entrato, dopo le infili in testa anche alla gente; così vacci a riconoscere in mezzo a tutti gli imbaccucati o come si dice. Il trucco sta nell’essere veloci, molto veloci, nel sistemare il passamontagna o la calza, o quel che volete. O a sparare alla telecamera.
Comunque.
L’appuntamento era a casa di Guido che dovevamo avere tutto. Le pistole le avevo io, Marlon l’auto e a Guido spettava il travestimento. Ed invece nulla. Vabbè che è in bolletta e i soldi glieli passa quella stronza (intelligentona) della moglie, ma cazzo. Ha detto che la Professoressa non gli aveva lasciato un euro che fosse uno per paura lo spendesse al bar. Ed anche se fosse? Cioè, lascia libero tuo marito. A che ti serve controllarlo e fare la stronza tutto il tempo se poi ti ritrovi comunque un delinquente?
Comunque.
Niente travestimento, niente rapina. Inutile piangere adesso. Ennò ha detto Marlon, io la ruspa ce l’ho solo oggi.
Capite, non sembrava possibile fare una rapina in queste condizioni.
Comunque.
Come ogni persona intelligente ho colto la palla al balzo. Andiamo di ruspa. Sono un operaio, tute blu ne ho da vendere.
Facciamo i finti operai.
Dalla parete sfondata piovevano calcinacci e urla. Avevo la faccia bianca e meno riconoscibile di così. In banca c’erano un mucchio di persone spaventate. C’era anche mia figlia. Mi vede la pistola, lo so. Mi urla: ma che cazzo fai?
Penso fanculo il riconoscimento, mia figlia cazzo non me lo dice.
Urlo mentre entro scavalcando il resto del muretto: Tutti a terra!
A cinquantacinque anni pensi di non poter più provare emozioni simili. E poi, preso dall’euforia, a mia figlia: Ma che è? Ti ho insegnato a parlare così?
Marlon fa mettere tutti in riga. Guido strilla al cassiere di dargli i soldi.
Io prendo mia figlia da parte e le dico: zitta cretina se vuoi andare all’università.
Lei risponde sul muso, così tutta sua madre: sono incinta.
Ho sparato alla telecamera, ma per il nervoso, nient’altro.
Marlon e Guido allo sparo sono partiti come lepri. Mia figlia è scoppiata a piangere.
Ho risparato alla telecamera. Se non mi avessero fermato sarebbe diventato un vizio.

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