che ne sanno ad Almora?
Che ne sanno gli altri del suono
incastrato tra sterno e trachea
del languire al telefono stordito dal fumo
che ne sanno dell’odore di pino
arbre magique sul fronte che si sposta
da esame a battaglia scadente
da epica illustre a teatro cadente.
Che ne sanno dei tamburi e dei cani
che rosicchiano bucce di sogni
della sete di fuga, di venture passate
come ricordi, certezze da sit-com
americana diluite nella provincia.

aria
fagioli ho mangiato legumi
quel puzzo che senti è un bisogno
insopprimibile
d’esprimere in un canto antico
un sogno spirante senza parlare
che narri le gesta residue di un pasto
con te, che soffi, brezza gentile,
sul tuo viso rosso, critico e vile.

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