Stretti sul sedile,
abbracciati, allacciati,
tu alla guida, mani ferree,
livide nel freddo, mani certe,
mani come regole,
andavamo fino al porto;
da là non si scendeva più giù,
più in là c’era solo il mare
e i muggini neri
come topi
e forse sotto le ancore,
l’ombra del riflesso del mio sorriso
dietro la nuca bionda,
e dei tuoi denti
grandi e rotti e bianchi.
Nota:
Pubblichiamo qui le nuove opere del poeta Ghawar Lach Mbeb Smithonce pw
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