Stretti sul sedile,
abbracciati, allacciati,
tu alla guida, mani ferree,
livide nel freddo, mani certe,
mani come regole,
andavamo fino al porto;
da là non si scendeva più giù,
più in là c’era solo il mare
e i muggini neri
come topi
e forse sotto le ancore,
l’ombra del riflesso del mio sorriso
dietro la nuca bionda,
e dei tuoi denti
grandi e rotti e bianchi.

forse

5 Commenti

  1. bello tornare a leggere i versi tuoi.
    che tempo malinconico.
    un salut.

    • mario
    • Inviato il 21 Novembre 2008 alle 10:58
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    grazie isabella.

  2. …parole come pioggia…

  3. Torno qui dopo diverso tempo ed incontro una cara maria, pare di francia…

    chapeau :-)
    mario

    • Maria
    • Inviato il 25 Novembre 2008 alle 11:33
    • Permalink

    merci, mon train :-)


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