All’entrata della facoltà ho visto un vecchio che si riavviava i capelli con un pettinino su cui, tra il disgusto generale, aveva sputato. I capelli son venuti benissimo. Ovvero, se il fine era scriminarli e dividerli in righe lucide, c’è riuscito. Dopo un primo momento scandito dai conati, sono andato in bagno e ho pensato: magari, no? Mi ha fermato il pensiero del tram. La mano sporca di sedile. E nel bagno non c’era sapone. Certo, non c’è migliore disinfettante dell’ammoniaca. La pipì ne contiene abbastanza. Bagno vuoto… Di nuovo i conati, madonna quanto son delicato.

Il problema è che invidio le persone che hanno i capelli ordinati. Tipo gli inglesi e quelle stramaledette ciocchette cascanti in maniera così graziosa, come paglia dorata che riflette la luce, scarmigliati, ma insomma sempre a posto. Umidicci, forse. O come quelli sottilissimi dei giapponesi, splendenti e dritti come spaghettini numero 1. Anche i ricci vanno bene. Boccola quà e là e non ti preoccupi più. Non come i miei, afflitti da un movimento involontario, curvati in onde orribilmente anni ottanta, aspiranti mullettari che cercano fin dalla nuca di avvolgermi la faccia. Striati di ciocche formate di quattro capelli grossi come funi, ma bianchi, che se ne strappi uno ne nascono quattro. Ma se ne strappi uno castano scuro, perfetto, resta il buco. E che diamine. Ci dovrebbe essere un principio fisico, una legge, qualcosa che regoli la crescita che non vari secondo colore, no?

Per non parlare dell’odore. Il terzo giorno dopo lo shampoo puzzano. Mi sudano la testa. Io li lavo, ma si sfibrano, lo so che poi se continuo a lavarli cadono ed io non voglio sembrare un cinquantenne a trentanni, ci pensano già la pancia e gli sguardi delle donne cui ammicco che sembrano dire: ma chi tu? Io, si perché? Non son bello ma piaccio. A qualcuno piaccio. Ho un fascino che, a parte capelli e pancia, si concentra negli occhi e s’irradia dal plesso solare. Un raggio laser. Una luce. Insomma ce l’ho. Davvero. Giuro.

Va bene, non ho fascino ed ho i capelli brutti.

Ma a me vado bene così, credo.

gandalf belli capelli

Questa parentesi frivola mi ha rilassato.

7 Commenti

  1. Ho letto qua e là, tra le ultime cose che hai scritto, neanche questa volta sono rimasto deluso.
    Gianni.

  2. I capelli sono una cosa mooolto importante – anche il fascino, ovviamente, ma le parole possono fare più “miracoli” di presunti raggi laser che irradiano dagli occhi (i quali fanno anche un po’ paura, a ben pensarci). Talmente importanti, che dopo anni di lotte interiori stile “li lavo ancora o no?” ho deciso di investire in shampoo che non costassero meno di dieci euro l’uno. Risultato: capelli stupendi che durano anche cinque o sei giorni. Ovviamente non scriverò la marca, ché già sembra uno spot pubblicitario, questo commento. Comunque, fidati: alcuni prodotti per capelli valgono il prezzo che costano!
    Ah, e per quanto riguarda la storia della legge che regola la proporzionalità crescita / colore, esiste: è la legge di Murphy ;)

  3. i capelli… il ragazzo di mia figlia li ha così lunghi e folti da fare invida ad una donna dotata di splendidi capelli.
    l’uomo che amo, attualmente credo di amare, non ha capelli, o quasi. eppure ha un fascino…
    non lo so. credo che crescendo, diciamo anche invecchiando, si scopra un fascino differente, che proviene da dentro, dove solo alcune persone sanno arrivare.

    • mario
    • Inviato il 4 Febbraio 2008 alle 10:36
    • Permalink

    @gianni: grazie, troppo buono.
    (hai spedito poi?)

    @odiamore: ti prego, dimmi subito la marca, scrivimi una mail, ma non lasciarmi così… così è peggio di uno spot, è un bool.

    @melania: ma ti posso abbracciare virtualmente? però forte e stretto.

  4. Mi piace questo abbraccio, forte e stretto.
    Credo di averne un grande bisogno.

  5. Ok, passo alla pubblicità “in chiaro” – che mi si perdoni :) La marca che uso io è John Frieda, fino a poco fa non si trovava in Italia ma da qualche settimana la vendono in una catena di profumerie francese (Sephora) ma magari si trova anche da altre parti. Fammi sapere se ti trovi bene ;)

  6. ma signor Mario, Lei mi manca infinitamente, mi scusi l’indiscrezione della mia domanda: ma quando avrebbe intenzione di tornare a farci sognare?


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