fatto sta che ai brevi rostri avevo messo
museruole così che non pungessero parole
ed avevo in mente di regalarmi un carrello
del supermercato, dipinto e accarezzato
sogno da bambino di scivolare giù
per le vie che dal sagrato scendono fino
a casa tua.
Avrei voluto redini come al cavallo
che controllassero sull’inclinazione
ma solo una coulisse del pantalone
stringevo tra le mani e niente freni.
Erano tempi lunghi quelli dell’infanzia
sere in strada sulla bici e ghiaia
sbucciature
erano i tempi ciclici degli stoici
nessun giorno del Giudizio, nessuna fine
era quello il mio Eden ed il peccato
non mi raggiunse, evitai le mele
pur rubandole dagli orti dopo scuola.
Del mio carrello non ruote né redini
ma lo scheletro di metallo
abbracciato all’edera.

8 Commenti
Non mi deludi mai. E’ valsa la lunga attesa.
io sono paziente e aspetto.
c’è il sole da me.
spero anche da te.
godiamocelo.
torno qui dopo lungo tempo, e mi piace lasciarti un saluto.
mario
Bellissimo. Complimenti
grazie a tutti
anche a calma.splinder che mi ha linkato
a Ettore e genitore
a mia sorella
(blinabant)
ma perché da quando non scrivo
siete più numerosi?
insomma.
liebe grüße
che vuol dire cari saluti, si? non conoscere il tedesco sta diventando un handicap.
Il grandissimo Bansky!!! COMPLIMENTI!